Statuto di protezione S: i Comuni devono poter dire la loro sull’aiuto sociale
A partire da marzo 2027, le prime persone bisognose di protezione provenienti dall’Ucraina saranno in Svizzera da cinque anni e pertanto avranno diritto a un permesso di soggiorno B a tempo determinato, legato allo statuto di protezione S. Inoltre, dopo cinque anni potranno presentare una domanda per casi di rigore al fine di ottenere un permesso di soggiorno B permanente.
A ciò si aggiungono le ripercussioni del pacchetto di sgravio 2027 a partire dal prossimo 1° gennaio: a decorrere da tale data, i cantoni non riceveranno più forfait globali per le persone bisognose di protezione in possesso di un permesso di soggiorno, poiché la durata delle sovvenzioni per il rimborso dei costi dell’aiuto sociale è stata fissata a cinque anni per tutte le persone nel settore dell’asilo e dei rifugiati. Ciò comporterà prevedibilmente costi aggiuntivi elevati per i cantoni e i Comuni. Con ogni anno che passa, sempre più persone bisognose di protezione con statuto S vivranno in Svizzera e avranno diritto alle prestazioni dell’aiuto sociale.
A tal riguardo, l’Associazione dei Comuni Svizzeri accoglie espressamente l’adeguamento previsto dell’ordinanza 2 sull’asilo. La revisione prevede che i cantoni possano stabilire autonomamente l’ammontare delle prestazioni dell’aiuto sociale per le persone con un permesso di soggiorno legato allo statuto di protezione S. Dato che la Confederazione interrompe il finanziamento delle somme forfettarie per l’aiuto sociale alle persone con statuto di protezione S e permesso di soggiorno dopo cinque anni, è logico che non imponga più alcuna direttiva sull’ammontare di tali prestazioni. Dal punto di vista dell’ACS ciò corrisponde a un principio federalista fondamentale: la competenza decisionale deve spettare al livello statale che è finanziariamente responsabile.
La modifica prevista dell’ordinanza 2 sull’asilo rafforza quindi le competenze dei cantoni e dei Comuni nonché il loro margine di manovra. È fondamentale che i Comuni siano coinvolti nei relativi processi decisionali nell’ambito dell’esecuzione a livello cantonale. L’ACS si aspetta inoltre che si faccia maggiore chiarezza sui costi aggiuntivi che ricadranno presumibilmente sui cantoni e sui Comuni, quantificandoli in modo trasparente.
Presa di posizione (in francese)
