Il servizio universale postale non può essere smantellato aggirando il Parlamento
Con la revisione parziale della legge sulle poste e della legge sull’organizzazione della Posta, il Consiglio federale intende creare i presupposti per adeguare il servizio postale universale. È previsto un meccanismo secondo cui, non appena si scende al di sotto di determinati valori soglia (ad esempio per lettere, pacchi o versamenti in contanti allo sportello), la Posta può richiedere un adeguamento del servizio minimo al Consiglio federale, che deciderebbe quindi mediante ordinanza. I valori soglia sono definiti in modo tale da essere raggiunti, secondo le previsioni, all’inizio degli anni 2030.
La Posta o il Consiglio federale potrebbero quindi tagliare massicciamente il servizio universale, ad esempio attraverso una riduzione dell’obbligo di recapito (3 giorni feriali anziché 5 per le lettere, 5 giorni feriali anziché 6 per i giornali), attraverso l’abolizione dell’obbligo di recapito a tutte le abitazioni abitate tutto l’anno (limitando invece tale obbligo a tutti gli insediamenti abitati tutto l’anno), oppure abolendo il requisito di raggiungibilità, secondo cui un ufficio postale o un’agenzia deve essere raggiungibile a piedi o con i mezzi pubblici entro 20 minuti per il 90 per cento della popolazione residente. Inoltre, il progetto del Consiglio federale consentirebbe l’introduzione di tariffe variabili in base alla distanza per i giornali e le riviste in abbonamento, e le cassette postali individuali potrebbero essere sostituite da impianti centralizzati. Non sarebbe più applicabile nemmeno l’attuale disposizione, secondo cui i Comuni interessati possono rivolgersi alla PostCom in caso di prevista chiusura di un ufficio postale.
L’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) respinge fermamente il progetto. Sebbene anche l’ACS sostenga la posizione secondo cui la Posta debba essere in grado di fornire il servizio universale in maniera autonoma, è tuttavia inaccettabile una riduzione del servizio universale, che il Consiglio federale può disporre di propria iniziativa: anche in futuro il Parlamento dovrà poter decidere in merito al mandato di servizio universale della Posta. Inoltre, l’ACS chiede che venga mantenuto il diritto dei Comuni di poter adire la PostCom in caso di chiusura di filiali, la soppressione della nuova disposizione relativa alle cassette postali (o un diritto di partecipazione obbligatorio nonché un diritto di adire la PostCom), la rinuncia alla riduzione dell’obbligo di recapito di giornali e riviste in abbonamento nonché la rinuncia all’introduzione di prezzi variabili in base alla distanza per giornali e riviste in abbonamento.
Presa di posizione (in tedesco, in francese)
