Protezione delle acque: l’ACS sostiene gli obiettivi e il principio di causalità
Per migliorare la protezione dell’acqua potabile e l’efficienza depurativa degli impianti di depurazione delle acque di scarico (IDA) è prevista una revisione della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc). L’ACS sostiene gli obiettivi della revisione della LPAc, in particolare la protezione preventiva dell’acqua potabile attraverso la definizione di settori d’alimentazione e il miglioramento dell’efficienza depurativa degli IDA. L’ACS constata tuttavia che i progetti non prevedono meccanismi di finanziamento conformi al «principio di causalità». I costi delle misure necessarie non possono essere trasferiti sulla popolazione tramite tariffe maggiorate, in particolare laddove permangono deterioramenti diffusi, come per esempio nel caso della produzione di acqua potabile dai laghi.
Nella sua presa di posizione, l'ACS sottolinea in particolare i seguenti punti.
Protezione dell’acqua potabile e delle acque sotterranee: l’ACS sostiene la definizione dei settori d’alimentazione come strumento centrale per la protezione dell’acqua potabile, purché vi sia un finanziamento federale obbligatorio, non decrescente e armonizzato a livello nazionale, coordinato con i termini di attuazione. Dal punto di vista dei Comuni, gli effetti concreti sono stati finora analizzati in modo insufficiente. In particolare, occorre tenere maggiormente conto dei conflitti di utilizzo, della disponibilità di terreno limitata e della complessità delle procedure di diritto fondiario. L’ACS chiede una valutazione dell’impatto normativo da presentare al Parlamento insieme al messaggio del Consiglio federale. I costi correlati non devono scaricati in alcun caso essere sui consumatori, ma devono essere sostenuti in modo coerente da chi li ha causati.
Depurazione delle acque: l’ACS accoglie con favore l’ampliamento e l’ammodernamento previsti per gli IDA nel complesso. Sottolinea tuttavia che i termini previsti tengono conto solo in parte dei cicli di rinnovo degli impianti e possono portare ad ammortamenti anticipati. Occorre quindi prevedere proroghe dei termini oggettivamente motivate. Gli investimenti necessari, dell’ordine di miliardi, non devono essere sostenuti dai Comuni da soli. L’ACS chiede che i contributi federali siano adeguati alle dimensioni e alla struttura degli IDA, al fine di sgravare adeguatamente soprattutto gli impianti di piccole-medie dimensioni.
Allentamento dell’obbligo di allacciamento alla canalizzazione per gli allevamenti di animali da reddito: l’ACS respinge un allentamento generale dell’obbligo di allacciamento alla canalizzazione. Possono essere giustificate eccezioni strettamente limitate in situazioni particolari, soprattutto nelle zone di montagna con grandi distanze e condizioni topografiche estreme. Tali eccezioni devono essere definite in modo restrittivo.
Revisione parziale dell’ordinanza sulla protezione delle acque: l’ACS sostiene l’introduzione di nuovi valori limite ecotossicologici nell’ordinanza sulla protezione delle acque. Ritiene tuttavia indispensabile un aggiornamento periodico e più completo dell’elenco delle sostanze per garantire un’efficace protezione preventiva delle acque.
Prevenzione e responsabilità: l'ACS chiede una verifica periodica e istituzionalizzata di tutte le sostanze soggette ad autorizzazione, non solo nel settore dei prodotti fitosanitari, ma anche nella medicina umana e veterinaria. Non è ammissibile che i Comuni, in quanto attori alla fine della catena di esecuzione, debbano sopportare le conseguenze di sostanze che inizialmente erano utilizzate legalmente e che successivamente sono state classificate come nocive.
Presa di posizione (in francese)
