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Promozione economica: ACS e SAB chiedono d’interrompere la consultazione

am 23. März 2026
Tempo di lettura: ca. 3min

Alla fine di febbraio il Consiglio federale ha posto in consultazione il suo messaggio concernente la promozione della piazza economica negli anni 2028-2031. L’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) e il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) sono estremamente irritati dall’approccio scelto, sia per quanto riguarda la tempistica sia per il contenuto del messaggio. In una lettera rivolta al capodipartimento competente Guy Parmelin, le due associazioni comunali chiedono di sospendere immediatamente la consultazione.

Nel suo progetto, il Consiglio federale parte dal presupposto che le misure di risparmio del pacchetto di sgravio 27 vengano attuate come originariamente previsto. Ignora il fatto che, già durante la sessione invernale, il Consiglio degli Stati aveva deciso correttivi sostanziali nei settori del turismo e della politica regionale, confermate in linea di principio anche dalla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale ancora prima dell’avvio della consultazione. Pertanto, già prima dell’inizio della consultazione, era emerso che il legislatore avrebbe deciso diversamente da quanto proposto dal Consiglio federale in materia di promozione economica. La conferma giunge nella sessione primaverile ormai al termine, da cui emerge chiaramente che – contrariamente a quanto previsto dal Consiglio federale – continueranno ad essere effettuati conferimenti a favore del Fondo per lo sviluppo regionale e che i tagli nel settore del turismo saranno meno consistenti di quanto previsto dal Consiglio federale. Per l’ACS e il SAB è incomprensibile il fatto che il Consiglio federale abbia comunque posto in consultazione il suo progetto appena prima dell’imminente decisione della seconda Camera.

Dal punto di vista dei contenuti, questa inutile iniziativa unilaterale del Consiglio federale ha conseguenze gravose: nella politica del turismo si anticipano ora tagli che non sono stati confermati dal Parlamento. Ancora più grave è la fuga in avanti nel settore della politica regionale: il progetto del Consiglio federale parte dal presupposto di una completa soppressione dei contributi alla politica regionale e parla addirittura di un ritiro della Confederazione dalla politica regionale. Una decisione in palese contraddizione con la decisione del legislatore di non sopprimere i conferimenti a favore del Fondo e di non modificare la legge federale sulla politica regionale.

Entrambe le associazioni comunali ACS e SAB esortano quindi con fermezza il Consiglio federale a intavolare una discussione e a interrompere immediatamente la consultazione in corso. Il progetto deve essere invece adeguato alla volontà del Parlamento ed essere rielaborato radicalmente, in particolare nei settori della politica del turismo e della politica regionale.


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