L’ACS respinge l’inasprimento della Lex Koller
Il Consiglio federale intende rivedere la legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero, nota anche come «Lex Koller». Da un lato, si vuole realizzare una misura di accompagnamento all’iniziativa respinta «No a una Svizzera da 10 milioni!» nel settore abitativo. In tal modo, saranno nuovamente soggetti all’obbligo di autorizzazione diversi atti legislativi, tra cui ad esempio l’acquisto di abitazioni principali da parte di cittadini di Stati non appartenenti all’UE né all’AELS o l’acquisto di terreni destinati a sedi d’attività che fungono da mero investimento di capitale e non sono gestiti direttamente.
Con la revisione della Lex Koller il Consiglio federale dà seguito anche alla mozione 22.4413 Schmid, definendo le abitazioni per il personale degli alberghi come parte integrante della sede d’attività. In questo modo i cantoni possono prevedere un’eccezione all’obbligo di autorizzazione per l’acquisto di abitazioni per il personale.
L’ACS si oppone al primo punto, ovvero all’inasprimento della Lex Koller in materia di acquisto di terreni da parte di persone residenti all’estero. Un’analisi d’impatto della regolamentazione (in tedesco) giunge alla chiara conclusione che le misure proposte non sono idonee ad alleviare in modo significativo i problemi legati al mercato degli alloggi. Al contrario, sussiste addirittura il rischio che tali problemi peggiorino ulteriormente.
L’ACS sostiene tuttavia l’attuazione della mozione Schmid. Nei comuni turistici gli alloggi scarseggiano (anche) per i dipendenti del settore turistico: l’attuale restrizione all’acquisto di abitazioni per il personale da parte di persone residenti all’estero aggrava ulteriormente questo problema. È importante che ai cantoni e ai Comuni venga concesso un margine di manovra sufficiente nell’attuazione. L’ACS respinge, ad esempio, le restrizioni quantitative relative alla superficie e al numero di unità abitative.
Presa di posizione (in tedesco)
